Di Maio, Castelli e la banda degli onesti

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A questo punto pretendiamo una risposta pubblica dal presidente del Consiglio. "E se queste tessere, che evidentemente non possono essere al portatore ma nominative, sono già in stampa, significa che il governo conosce già nome e cognome dei beneficiari del reddito di cittadinanza?".

Ieri il Pd ha affilato le armi. I fatti sono noti: qualche giorno fa il ministro Di Maio, forse in un impeto di entusiasmo, ha dichiarato che erano già pronte in tipografia le tessere elettroniche per ottenere il tanto agognato sussidio. "La platea dovrebbe essere di 5 milioni e mezzo circa" risponde Castelli, che incalzata dalla conduttrice di Otto e Mezzo e da Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, cerca di eludere la domanda.

"Il tipografo della tessera annonaria di cittadinanza è il quinto mistero di Fatima (il quarto è l'onorevole Laura Castelli, viceministro dell'Economia)" si legge tra i commenti online.

La domanda, però, è sempre la stessa: come può il governo aver autorizzato la stampa di milioni di tessere quando ancora non c'è una legge che disciplina il reddito di cittadinanza?

Reddito di cittadinanza, il caso delle tessere fantasma. «Sei milioni in stampa». Ma non è vero

Il 'giallo' sulle card potrebbe non trovare soluzione a breve. "Ieri (il 28 novembre ndr) la sottosegretaria Castelli", hanno aggiunto le due senatrici dem, "ha ripetuto ciò che aveva detto il ministro Di Maio". Non verranno peraltro pubblicati contributi in qualsiasi modo diffamatori, razzisti, ingiuriosi, osceni, lesivi della privacy di terzi e delle norme del diritto d'autore, messaggi commerciali o promozionali, propaganda politica. Nel frattempo Castelli, invece di dissipare i dubbi, ha contribuito ad aumentarli, confermando, pur a mezza voce e spiegando di non poter fornire dettagli, che quanto detto dal vicepremier era pura verità.

E' ripreso in commissione Bilancio della Camera l'esame degli emendamenti alla manovra.

Resterebbe inoltre il vulnus del bando di gara di norma previsto in questi casi per assegnare gli appalti, nella fattispecie la pubblicazione delle tessere, del quale ancora non si è avuta notizia. Ad oggi del reddito di cittadinanza c'è soltanto un bacino di risorse accantonate nel disegno di legge di bilancio in discussione, quindi non ancora approvato, alla Camera. Il più importante tra loro è Poste Italiane, che non solo possiede uno dei principali circuiti di pagamenti elettronici, ma che si è già occupato in passato della stampa e della distribuzione della cosa più simile alla "tessera per il reddito di cittadinanza" attualmente in circolazione, ossia la Carta REI, la tessera tramite la quale si riceve il reddito di inclusione.

Cosa si sono detti Luigi Di Maio e Mario Calabresi a DiMartedì
Io continuo a fare politica solo per la mia nipotina, perchè possa sapere che la sua è una famiglia di persone perbene. Rivedo la sua vita distrutta dalla campagna d'odio dei 5 stelle e della Lega. "...

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