Macron cede alla protesta dei Gilet gialli (di M. Castellano)

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Come se non bastasse, nel dicembre nero della République, Macron è stato fischiato e pesantemente insultato ieri, durante una visita alla prefettura di Puy-en-Velay data alle fiamme dai casseurs in casacca gialla durante le proteste di sabato scorso. Oltre alla moratoria di sei mesi sul carburante e al congelamento degli aumenti su luce e gas, anche misure meno stingenti sul controllo tecnico delle automobili. Complessivamente il capo del governo ha annunciato diverse misure in favore del potere d'acquisto dei francesi.

Anche se il popolo francese sembra predisposto per la protesta, stupisce la nascita repentina di un movimento sociale ampio e diffuso sul territorio.

E' una vittoria per il movimento dei "gilet gialli", o almeno è quel che ritengono molti commentatori. Questa mattina, il governo francese ha annunciato una moratoria, per rinviare di alcuni mesi l'aumento delle tasse sui carburanti, fissato inizialmente per il 1 gennaio 2019. Ciò spaventa le autorità francesi, perché testimonia da una parte la mobilitazione contro le politiche del governo da parte di una "maggioranza silenziosa" che ormai tanto silenziosa non lo è più, e dall'altra perché dei manifestanti completamente inesperti in materia di cortei e manifestazioni possono reagire nei modi più disparati di fronte all'uso della repressione da parte delle forze dell'ordine, dando così vita a scenari praticamente ancora tutti da prevedere.

Gilet gialli o Macron?

"Siamo contenti di aver trascinato l'esecutivo a questo punto, ma non basta".

Per incamminare la Francia in questa direzione, il Presidente ha deciso un innalzamento delle assise sui carburanti. Lo ha riferito la presidenza del Consiglio alla France presse, dopo che il presidente Macron ha incaricato Philippe di ricevere i leader dei partiti presenti in Parlamento e i rappresentanti del movimento che contesta le nuove tasse sul carburante.

Si infiacchisce invece tra i dirigenti (43%, -5), le persone benestanti (52%, -5) e le persone residenti nella regione di Parigi (57%, -3), la locomotiva del Paese, che concentra in sé la quasi totalità del potere politico, economico e culturale della Francia. E non sono stati pochi, infatti, nel mondo dell'élite al caviale non soltanto di Parigi ma anche del nostro paese, a parlare dispregiativamente di Poujadismo intendendolo proprio come populismo e demagogia, e riferendosi esplicitamente ai Gilet Gialli. "Abbiamo bisogno di agire in fretta e domani sarà troppo tardi, non si può più fermare", ha detto, invitando Macron a prendere decisioni forti e non mezze decisioni, non decisioni sbagliate" perché "non dobbiamo più nasconderci".

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E ancora: "La norma sarà migliorata, noi andiamo avanti sullo stimolo all'acquisto delle auto elettriche e delle auto ibride. Questa norma è passata così alla Camera , ma si può migliorare al Senato .

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