Manovra, dal 2019 incentivi ad auto elettriche e tasse per chi inquina

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Tutti coloro che tra l'1 gennaio 2019 e il 31 dicembre 2021 acquisteranno, anche in leasing, e immatricoleranno una nuova auto ma anche una precedentemente targata all'estero con emissioni di anidride carbonica (CO2) a partire da 110 g/km.

Si tratta del cosiddetto bonus-malus sulle nuove immatricolazioni di autoveicoli che dal 1 gennaio 2019 premierà gli acquisti di vetture ecologiche che emettono fino ad un massimo di 90 gr. di Co2 per km con uno sconto sul prezzo di acquisto da un minimo di 1500 euro ad un massimo di 6mila euro.

Per i due politici, l'approvazione dell'emendamento alla Commissione della Camera "ha introdotto per la prima volta in Italia un contributo per l'acquisto di autovetture basato sul meccanismo di bonus/malus ecologico ".

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UNRAE. "L'emendamento andrebbe riscritto dall'inizio - spiega Michele Crisci, presidente dell'Associazione delle Case estere -, è sicuramente un segnale di interesse, apprezzabile nell'intento, ma è miope, ingiusto, sbagliato nell'impostazione e non raggiunge gli obiettivi fondamentali, cioè svecchiare il parco circolante italiano, tra i più vecchi d'Europa e migliorare la qualità dell'aria". L'entità dell'imposta può variare dai 150 ai 3.000 euro. Ma che ora, dopo la collettiva levata di scudi, potrebbe anche generare un risultato positivo se gestita con buon senso. Più nello specifico, le auto che emetteranno sino a 20 g/km di CO2, sostanzialmente le auto elettriche, potranno beneficiare di un incentivo di 6000 euro. "Una analisi che trova d'accordo la Uilm di Rocco Palombella che rilancia l'allarme occupazione."Con questo emendamento si mettono in pericolo migliaia di posti di lavoro", denuncia sollecitando un passaggio all'elettrificazione 'graduale' per evitare di colpire i consumatori che non possono sborsare le migliaia di euro di sovrapprezzo per prodotti ibridi o elettrici, di deprimere il mercato dell'auto in un momento in cui anche l'infrastruttura è inadeguata, e di penalizzare l'intera filiera dell'industria dell'auto italiana proprio mentre sta investendo per agganciare il salto tecnologico". Senza dimenticare che, anche molte utilitarie a gas o metano, oltre a non avere nessun bonus, rischierebbero di pagare un malus di 150€.

"La proposta così come presentata invece di costituire una soluzione peggiorerà il problema sia dell'inquinamento, sia delle entrate dello Stato, sia dell'impatto sul mercato e, conseguentemente, sui livelli occupazionali delle nostre aziende in cui oggi sono impiegati più di 120.000 addetti". Perché gli incentivi riguardano un potenziale di vendite complessive intorno alle 150 mila macchine (elettriche e ibride), pari all'8,5% del mercato. Le imposte invece colpirebbe circa un milione e 350 mila acquirenti.

La manovra andrà anche nella direzione opposta nel caso di vetture più inquinanti.

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