Pil, Di Maio: il calo colpa manovra insipida di Gentiloni

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Da allora la serie Istat mostra 14 trimestri consecutivi di crescita, con un massimo a +0,5% messo a segno fra la fine del 2016 e il primo trimestre 2017.

L'Istat oggi ha reso noto che l'economia italiana si è contratta nel terzo trimestre del 2018, soffrendo un calo dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.

"La stima completa dei conti economici trimestrali indica per il terzo trimestre una diminuzione congiunturale del Pil dello 0,1%, con una lieve revisione al ribasso rispetto alla valutazione preliminare (che stimava una variazione nulla)".

L'Italia non registrava un dato congiunturale negativo dal secondo trimestre del 2014. Le importazioni e le esportazioni sono cresciute rispettivamente dello 0,8% e dell'1,1 per cento.

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"La flessione, che segue una fase di progressivo rallentamento della crescita" commenta l'Istat "e' dovuta essenzialmente alla contrazione della domanda interna, causata dal sovrapporsi di un lieve calo dei consumi e di un netto calo degli investimenti, mentre l'incremento delle esportazioni, pur contenuto, ha favorito la tenuta della componente estera". La variazione delle scorte ha fornito un contribuito nullo alla variazione del Pil, mentre l'apporto della domanda estera netta è risultato positivo per 0,1 punti percentuali: non tanto da risollevare il corso complessivo.

Per Di Maio "la manovra Gentiloni non ha fatto ripartire l'economia nel 2018". Ma con noi nel 2019 "l'economia ripartirà".

"C'è uno 0,1% in meno e questo significa che la manovra del governo Gentiloni è stata insipida e non espansiva", attacca il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, a margine di un evento al Mise.

Nel terzo trimestre il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,7% nei confronti del terzo trimestre del 2017.

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