Tav, riduzione finanziamenti Ue in caso di ritardi dei lavori

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Tav sì o Tav no? Queste arrivano dopo il rinvio al 2019 del ministro Toninelli.

- Non solo con lo stop alla Tav Torino-Lione, anche causando ritardi nei cantieri l'Italia rischia di dovere pagare dei risarcimenti, sotto forma di restituzione dei fondi europei assegnati.

La Commissione europea "non esclude" di dover chiedere all'Italia di rimborsare i contributi della Connecting Europe Facility (Cef) se non saranno spesi "ragionevolmente in linea con le scadenze degli accordi".

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Gli ultimi dati presentati risalgono al 2016, dove emergono che Riad ha importato dall'estero beni per oltre 140 miliardi di dollari.

IL FATTORE TEMPO - "Il progetto è in corso - ha continuato il portavoce - ed è importante che tutte le parti mantengano gli sforzi per completarlo in tempo, in linea con l'accordo di finanziamento". Ma il conto potrebbe salire ulteriormente e avvicinarsi a 1,2 miliardi, se si tiene conto delle risorse nel bilancio Ue ancora disponibili per la Tav fino al 2020 e che verrebbero dunque riviste o cancellate. "Ora il progetto incorre in determinati ritardi (compresi quelli relativi alla sospensione della procedura di appalto pubblico recentemente annunciata dalle autorita' italiane)".

I ritardi. "Come con qualsiasi altro progetto del meccanismo Cef, i ritardi nell'attuazione del progetto potrebbero portare a una riduzione della sovvenzione Ue fornita - ha ribadito il portavoce che si occupa del dossier trasporti ricordando che "814 milioni di euro del cofinanziamento CEF sono stati approvati per la prima fase dei lavori". Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli nega che ci siano pericoli di questo tipo: "La Ue non si deve preoccupare - replica - ho parlato con la commissaria ai Trasporti Violeta Bulc e le ho spiegato che, con la Francia, stiamo condividendo un percorso di verifica di costi e dei benefici di un'opera tanto impattante, senza compromettere la disponibilità del finanziamento europeo". "È un progetto importante per l'intera Ue, soprattutto nel contesto del corridoio Ten-T Mediterraneo", che attraversa un'area abitata dal 18% della popolazione dell'Unione Europea, che vale il 17% del Pil del continente.

"La situazione" della Torino-Lionemonitorata da vicino dalla Commissione Ue e dall'Agenzia esecutiva per le reti e l'innovazione (Inea), in contatto con le autorità francesi e italiane", ha sottolineato ancora la Commissione Ue, avvertendo che "a seconda degli sviluppi nelle prossime settimane, nella prima parte del prossimo anno potrebbero diventare necessari cambiamenti all'accordo di finanziamento per modificare l'ambito dell'azione e i suoi tempi".

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