TIM, multa di 232mila euro dall'AGCOM: scarsa trasparenza con gli utenti

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"È evidente che le sanzioni non sono più sufficienti e servono punizioni davvero efficaci per mettere fine alle violazione in tema di fatturazioni mensili".

Al di là dei finti Call Center e delle clamorose truffe vi sono motivazioni tangibili per valutare le scorrettezze degli operatori.

AGCOM non ha ben visto questa mossa e pertanto è intervenuta a garanzia della giustizia predisponendo un'ammenda incredibile ai danni dei rispettivi gestori.

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La giovane scomparse a New Orleans e, nonostante negli anni ci siano state numerose segnalazioni, nessuna è risultata valida. Resta ora da attendere le dichiarazioni del cantante e della Power riguardo questa vicenda che potrebbe avere un lieto fine.

Il conto più salato arriverà a Tim, sanzionata con due delibere - una di 464 mila euro e una di oltre 1 milione - mentre alla compagnia frutto della fusione tra Wind e Tre toccherà pagare un totale di 870 mila euro.

L'Agcom, nella delibera fa un esempio puntuale: "una fattura decorrente dal 23 giugno avrebbe dovuto coprire il periodo fino al 22 luglio successivo; invece, applicando il calcolo quadrisettimanale, il periodo fatturato si sarebbe fermato al 20 luglio, con una erosione pari a 2 giorni. A maggior ragione il diritto di recesso, che non può essere esercitato senza un'informazione esaustiva e chiara". Il 31 dicembre le compagnie telefoniche - a quelle multate si aggiungono in questo caso anche Vodafone e Fastweb - dovranno infatti rimborsare in bolletta i guadagni impropri generati dalla fatturazione a 28 giorni, un aumento annuale complessivo del 8,6% causato dalla mensilità aggiuntiva.

Le società hanno 60 giorni di tempo per presentare un ricorso al Tar del Lazio.

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