Sembra essere più forte di me: tenere con costanza un blog non mi riesce proprio, eppure adoro scrivere, e mi piace soprattutto scrivere articoli. Ma un conto è parlare degli altri, conto ben diverso è parlare di se stessi. Non ritengo sia utile tediare il prossimo con ciò che penso e vivo, anche se ritengo molto importante seguire le mie convinzioni con la grinta maggiore possibile. Una contraddizione apparente, ma una realtà a cui non mi posso sottrarre. Una contraddizione, d’altronde, è pure il bisogno di far valere le mie idee con il desiderio di manderene l’imparzialità maggiore possibile in tutti gli ambiti, la voglia di viaggiare e conoscere posti nuovi con l’amore per la mia città e le mie radici che mi portano a desiderare ardentemente di non passare un solo istante lontano da Genova. Ma io sono umano, e la mia natura fa si che io sia terribilmente complesso così come tutti i miei simili. Quelle che sembrano contraddizioni a volte non lo sono, sono semplicemente modi di essere.
Ho pensato fosse meglio chiudere il mio blog anche perchè il periodo elettorale mi ha fatto temere che il mantenimento in attività del blog potesse fare emergere, più di quando non sia già evidente sui social network in cui talvolta mi prendo la libertà di commentare, quali siano le mie ferree convinzioni di voto per questa tornata elettorale e si ingenerassero nei miei lettori convinzioni non vere su una mia netta posizione politica che non esiste. Ormai chi prende una posizione netta in politica significa per forza che si rispecchi in un partito, quando magari invece è un voto dato sulla base di programmi, atteggiamenti, e sulla riflessione connessa al momento contingente. Quando si avvicinano le elezioni io cerco di approfondire il più possibile le varie problematiche ed i vari aspetti e non parto da posizioni preconfezionate, da pregiudizi o stereotipi, ma era difficile che questo fosse compreso, ed anche per questo ho pensato di chiudere.
Comunque non è solo quella la ragione per cui ho chiuso una volta di più il mio blog che, ora, riapro con il proposito (ma quante volte l’ho già detto?) di lasciarlo sempre aperto. Si ritorna al discorso che facevo nella precedente versione del sito: la voglia bruciante di ricordare e rendere omaggio a tutte le persone che in qualche modo hanno fatto di me ciò che sono, e la consapevolezza che questo è impossibile col conseguente pensiero razionale di non doverlo fare per nessuno al fine di evitare figli e figliastri o, come va di moda dire oggigiorno a Genova, fratelli e fratellastri.
Un cammino in salita, per me, quello del mantenimento di un blog personale, una prigione dorata ma pursempre prigione. Una condizione che in questo avvio di nuova versione ho deciso di rappresentare nella grafica con la Scalinata che io amo di più a Genova (quella del Canto degli Italiani) e la torre che un tempo conteneva le patrie galere dei genovesi. Immagini che forse con l’andar del tempo lasceranno poso ad altre (anche se lo sfondo penso che rimarrà sempre uguale), ma che ho ritenuto le più significative da mettere in questo momento.